In Kairos e i figli del futuro non si paga in denaro… ma in anni di vita.
“Quella che era sembrata una marchiatura di un animale era, in realtà, l’innesto del trasmettitore biometrico sottopelle: il sigillo dell’Affidamento al Crono. Non un semplice chip, ma un modulo neurale autonomo, progettato per monitorare e – se necessario – interrompere la sua vita con microstimolazioni dirette al nervo vago. Ogni battito del cuore di Hiranur, ogni fluttuazione ormonale, ogni accelerazione del respiro veniva trasmesso in tempo reale a un archivio centralizzato, noto in russo come Vual: il velo. Quel protocollo di trasmissione – standardizzato tra le tre principali multinazionali – era attivo da più di cinquant’anni. Ovunque andasse, qualunque città attraversasse, il sistema l’avrebbe riconosciuta. E più il suo corpo si logorava, più saliva il valore delle sue azioni, perché l’aspettativa di vita, da quando era diventata pubblica e vendibile, era il nuovo petrolio.”
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